Umbria
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CASTELLO BUFALINI

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visto (1709)


Costruzioni storiche Umbria


L'edificio e la sua acquisizione al patrimonio pubblico

Nel luglio del 1989 il Castello Bufalini è stato acquisito al demanio dello Stato con la finalità di destinarlo a museo di se stesso, trattandosi di un edificio che assieme all'arredo di pertinenza, all'archivio di famiglia ed al suo storico giardino, costituisce un raro esempio di dimora storica signorile pressoché integra.
L'acquisto fu effettuato con fondi del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali per un importo di £ 2.000.497.000 e nel 1991 passo in consegna alla allora Soprintendenza per i Beni A.A.A.S. dell'Umbria perché ne effettuasse i lavori di restauro necessari.
Dal 8 agosto 2008 è affidato alla neo Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici dell'Umbria.

LA STORIA

Dopo la battaglia d'Anghiari del 1440, che arresta l'espansione dei Visconti di Milano verso l'Italia Centrale, nell'Alta Valle del Tevere si stabilisce il confine fra lo Stato Pontificio e la Repubblica Fiorentina.
La villa di San Giustino diventa così un luogo di frontiera ed il suo fortilizio medievale, di proprietà della famiglia ghibellina dei Dotti di Sansepolcro, uno strategico avamposto militate per la difesa del territorio di Città di Castello.
Assalito, incendiato e distrutto varie volte il fortilizio fra il 1487 ed il 1492 diventa di proprietà di Niccolò Bufalini di Città di Castello, che lo trasforma in un'ampia fortezza su progetto dell'architetto romano Mariano Savelli e le indicazioni di Giovanni e di Camillo Vitelli, uomini d'armi ed esperti in architettura militare Niccolò di Manno Bufalini, avvocato concistoriale in utroque iure, conte palatino al servizio dei Papi, porta a compimento l'opera della fabbrica intorno al 1500 con l'impiego dei maestri lombardi di Città di Castello.
La nuova fortezza a pianta quadrangolare con quattro torri angolari presenta le caratteristiche dell'architettura militare del periodo di transito in cui convivono elementi medievali della difesa piombante, come il coronamento a beccatelli, con altri della moderna difesa radente con l'uso della polvere da sparo.
A partire dal 1534 l'abate Ventura (Bufalini) ed il fratello Giulio Bufalini, trasformano la fortezza in un palazzo fortificato con ampie logge e varie stanze distribuite intorno ad un cortile interno con due lati porticati su progetto di Giovanni di Alesso, detto Nanni Unghero architetto fiorentino della cerchia dei Sangallo, al servizio del granduca di Toscana Cosimo I°. I lavori si concludono intorno al 1560 con l'intervento del Vignola.
Per la decorazione interna, i fratelli Bufalini chiamano Cristofano Gherardi, (San Sepolcro 1508-1556), estroso e raffinato pittore di formazione manierista che, fra il 1546 ed il 1552, dipinge favole mitologiche con decorazioni a grottesca nella torre maestra, nella Sala degli Dei e nella Stanza di Apollo. Nella stanza dei Fatti dei Romani, al primo piano dell'edificio, il pittore incastona episodi della gloriosa storia di Roma entro una raffinata decorazione in stucco, di gusto archeologico ripreso dalla Domus Aurea. Nella Stanza di Prometeo, al piano terra, raffigura   il Mito di Prometeo e di Pandora.
Durante l'ultimo decennio del seicento ed i primi del settecento, con il progetto dell'architetto-pittore tifernate Giovanni Ventura Borghesi (Città di Castello, 1640- 1708), il palazzo Bufalini, già centro di una grossa fattoria, viene ristrutturato come amena villa di campagna, con un reimpiantato giardino "all'italiana". In occasione del matrimonio del primogenito marchese Filippo I° Bufalini con la marchesa Anna Maria di Sorbello (1700-1701) si realizzano pregevoli opere d'arte di gusto tardo barocco, come il monumentale affresco della Sala del trono che celebra la nobiltà dei Bufalini, divenuti marchesi, e la Galleria dei ritratti, deliziosa anticamera dell'appartamento privato di Filippo I nella torre maestra.
Nel 1789 un violento terremoto provoca il crollo dell'antico campanile e delle sopraelevazioni dell'edificio (mezzanini, appartamento e colombaia della torre maestra, armeria). Per risarcire l'ingente danno il marchese Filippo II ottiene dal Papa l'autorizzazione ad alienare buona parte della raccolta di opere d'arte e dell'arredo mobile di famiglia rimasti vincolati dai fidecommessi, causando così la dispersione nel mercato antiquariale anche di grandi capolavori.
A fronte di questa dispersione il Castello è rimasta una delle poche dimore storiche che conserva gran parte dell'arredo di pertinenza , costituito da una raccolta archeologica e di dipinti, da mobili, tessuti storici, vari oggetti di ornamento, ceramiche e cristalli, che suggeriscono l'atmosfera di un ambiente vissuto da un'antica famiglia umbra, con personaggi che si sono affermati in ambito militare, ecclesiastico, letterario e giuridico al servizio dello Stato Pontificio, dei Medici, dei Farnese, dei Colonna, degli Estensi e perfino dei reali di Spagna, d'Inghilterra e soprattutto di Francia, agevolati dalla parentela con il cardinale Giulio Mazzarino.

LA MISSIONE E IL SUO PROGETTO DI VALORIZZAZIONE

Il complesso di Palazzo Bufalini oltre che museo di se stesso è un luogo di eccellenza per l'approccio al passato locale ed anche nazionale sotto vari aspetti: storici, artistici ed etnoantropologici. Può essere inserito come percorso integrativo sia per la formazione scolastica ed universitaria sia per la divulgazione e la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale; la varietà delle sue componenti si presta ad iniziative di mostre e di attività culturali in genere. La natura di alcune parti di particolare bellezza e spettacolarità, si presta alla temporanea concessione d'uso per attività in ambito culturale e/o comunque per manifestazioni di ampio respiro pubblico, non ultime ambientazioni teatrali nonché location televisive e cinematografiche, rimanendo comunque bene pubblico, e per questo tutelato e protetto, ma che in sinergia, interagendo con il territorio, possa contribuire quale volano strategico allo sviluppo del tessuto economico locale, e alla crescita sociale e culturale delle popolazioni ad esso legate.



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